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Randagismo, l’inchiesta e l’intervento comunale

Cani randagi nella cittadella degli studi di Augusta

Cani randagi nella Cittadella dei licei di AugustaAUGUSTA – Il 10 agosto pubblicavamo la nostra inchiesta sul randagismo nella “Cittadella degli Studi”, a seguito di segnalazioni che si sono susseguite per giorni da parte dei nostri lettori residenti nel quartiere.

Quasi contemporaneamente, veniva data esecuzione all’ordinanza sindacale n. 68, con la quale si constatava la presenza nell’area di un branco di circa dieci cani randagi, di tutte le taglie. Quindi veniva notificato alla ditta incaricata, il “Consorzio Protezione Animali”, di provvedere all’accalappiamento immediato, per i successivi ricovero e cura presso una struttura autorizzata.

Infine alla medesima ditta veniva disposto di provvedere al trasporto dei circa dieci randagi presso l’ambulatorio veterinario comunale, per la sterilizzazione e la successiva reimmissione nel territorio, “con le modalità previste dalla legge regionale n. 15 del 3 luglio 2000“.

La tempestività è requisito essenziale a seguito di certe segnalazioni dei cittadini, per salvaguardare l’incolumità e la salute pubblica. Come da ordinanza sindacale in data odierna n. 73, relativa all’accalappiamento di altri randagi nelle zone del cosiddetto “Monte”, questi provvedimenti da parte dell’Amministrazione sono, per fortuna, frequenti. L’interrogativo resta sulla soluzione definitiva al problema, se, come si evincerebbe, i cani randagi, opportunamente sterilizzati, vengono poi reimmessi nel territorio.

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Intanto ci pervengono nuove segnalazioni di cani randagi sempre nelle aree adiacenti alla “Cittadella degli Studi”. Ci si pone l’interrogativo se siano randagi sfuggiti all’accalappiamento oppure siano proprio quelli appena reimmessi nel territorio. In tempi di dissesto, è arduo riaprire il dibattito sui costi onerosi di una struttura comunale.

Ultima opzione, per evitare l’impiego costante delle poche risorse finanziarie comunali, resterebbe la previsione, come accennato già nella nostra precedente inchiesta, dell’epilogo dell’affidamento dei randagi sterilizzati, attraverso il coinvolgimento da parte dell’Amministrazione di associazioni non profit competenti.


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