Cultura

Svelati all’incontro “Unitre” segreti e foto dell’Augusta sotterranea

AUGUSTA – Aveva destato l’interesse di molti cittadini la lezione annunciata per martedì e promossa dalla “Unitre – Università delle tre età“, associazione presieduta da Giuseppe Caramagno, sull’Augusta nascosta, quella sotterranea, ignota ai non addetti ai lavori. E le aspettative non sono state disattese, consentendo, grazie ai contributi fotografici, alcuni dei quali inediti, di scoprire la città del “sotto”, fatta di cripte, cunicoli, sepolture secolari, che nel tempo hanno perfino alimentato leggende popolari.

Il relatore dell’incontro Giuseppe Carrabino ha esordito: “Dovunque, tutto ciò che è sotterraneo, buio, profondo, genera mistero”. Nel corso dell’esposizione, ha avuto modo di spiegare come gli scavi, in passato, hanno restituito ambienti inediti, ed oggi, grazie alle moderne apparecchiature, si è in condizione di conoscere cosa si nasconde nel sottosuolo perfino senza alcun intervento di scavo tradizionale.

Primo esempio a riguardo, è l’attività scientifica promossa dall’Ibam – Cnr, sotto la direzione di Daniele Malfitana, sollecitato dall’augustano Giuseppe Cacciaguerra, che nel 2012 ha curato una indagine esplorativa presso i giardini pubblici, individuando il sito dell’Augusta romana e medievale scomparsa nel 1675 a seguito dell’invasione francese. Infatti, per permettere una migliore e libera linea di fuoco, fu demolita una parte importante della città, ricca di monumenti, chiese ed edifici civili. Le indagini integrate archeologiche e geofisiche hanno permesso di ricostruire la planimetria degli isolati abbattuti, confermando la presenza nel sottosuolo di un’ampia stratigrafia archeologica.

Altri importanti ritrovamenti sono stati fatti durante i lavori di consolidamento del Castello Svevo e in prossimità di “Porta Madonna”, dove è stato rinvenuto un cunicolo medievale riutilizzato durante il secondo conflitto mondiale quale rifugio per la popolazione civile.

Particolarmente complesso il sistema delle cripte e sepolture collegate da cunicoli che attraversano le nostre chiese. In effetti non c’è da stupirsi, in quanto in passato non esistevano i cimiteri e i luoghi di culto erano muniti di appositi locali essiccatoio, detti in gergo “putridarium”, dove i cadaveri venivano seduti su appositi sedili-colatoio in muratura, ciascuno munito di un ampio foro centrale e di una condotta sottostante. Una volta terminato il processo di essicazione, le ossa venivano raccolte, lavate e trasferite nella sepoltura definitiva dell’ossario.

Interessanti le immagini inedite delle cripte e degli essiccatoi scoperti nella chiesa Madre, Gesù e Maria, S. Domenico e l’Annunziata o il rinvenimento di fondazioni della chiesa seicentesca del S. Patrono con la sepoltura integra del notaio Leonardo Calafato del 1613.

Illustrate altresì le aree cimiteriali pertinenti alla chiesa Madre e i ritrovamenti di piazza Duomo e Piazza Turati, come pure i dipinti parietali dell’abside della chiesa del Carmine, occultati dalle strutture ottocentesche.

Relativamente al convento dei padri Paolotti, caserma della Guardia di finanza, il relatore si è soffermato sui ritrovamenti del 1987 dove fu scoperta una stanza ad elle e censiti circa centocinquanta resti umani.

Documentati altresì i ritrovamenti del 1910, ad opera dei fratelli Ponzio, dei ruderi della chiesa del Salvatore con circa dieci metri cubi di ossa umane, oltre a piccoli vasi e lucerne di creta, nonché qualche moneta di bronzo ossidata dal tempo.

Carrabino ha poi accennato alle politiche di sviluppo legate proprio alla rivalutazione di cripte e sepolture operate in altri paesi. Proprio a cura dell’augustana Luisa Lo Gerfo è stata fatta una esperienza in tal senso secondo le indicazioni della paleopatologia, una scienza, questa, che studia i corpi mummificati e i resti umani, per comprendere le condizioni di vita, l’alimentazione, la salute e le malattie degli uomini del passato. Un approccio bioarcheologico tra storia, paleopatologia, antropologia fisica e scienza medica auspicata per le sepolture ancora integre esistenti in Augusta.

Fuori dal centro urbano, sono stati illustrati altri luoghi del mistero ricadenti nell’area di Punta Izzo: dalla Grotta del Monaco ai camminamenti sotterranei che collegano le batterie costiere a difesa della baia di Augusta. All’esterno vi sono delle piazzole dove durante il secondo conflitto mondiale erano collocati dei cannoni.

La lezione è stata seguita non solo dai numerosi soci “Unitre” ma da tanti ospiti, soprattutto giovani universitari, che hanno affollato l’aula magna del 2° Istituto di istruzione superiore “Ruiz”, gentilmente messa a disposizione dalla dirigente scolastica Maria Concetta Castorina.

Da sx ritrovamenti di sepolture in piazza Turati e cripta della chiesa S. Domenico

Da sx ritrovamenti di sepolture in piazza Turati e cripta della chiesa S. Domenico

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