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“Augusta, abbiamo un problema”, le ragioni degli organizzatori del fu Shortini

AUGUSTA – “Augusta, abbiamo un problema“. L’adattamento ironico della celebre frase che aprì la sequela di sciagure occorse alla missione Apollo 13, che non raggiunse mai la Luna, è stato più volte pronunciato, indicando il leitmotiv della conferenza stampa tenuta questa domenica mattina presso la sede dell’associazione “Quattroterzi” dagli organizzatori del noto festival internazionale dei cortometraggi.

Al tavolo dei relatori i tre promotori Jessica Spinelli, Luca Sanseverino e Stefano Cacciaguerra, destinatari della durissima nota del sindaco Cettina Di Pietro, e l’architetto Salvatore Centorbi, che aveva predisposto le planimetrie presentate al Comune sulle aree richieste per la realizzazione dell’evento.

Ha aperto l’incontro la presidente dell’associazione “Quattroterzi” Jessica Spinelli ed ha subito chiarito che la richiesta di concessione del patrocinio comunale dello scorso 23 febbraio, presentata con ampio margine “proprio per evitare le polemiche sollevate l’anno scorso sul ritardo con cui era stata inoltrata“, non prevedeva alcun sostegno economico.

“Ciò nonostante, l’Amministrazione non ha provveduto a farci pervenire risposta nei trenta giorni previsti dalla legge. Scaduto il termine, quindi, abbiamo inviato una richiesta di sollecito, non ricevendo riscontro nemmeno in quella occasione”, ha proseguito la presidente Spinelli. Come noto, l’Amministrazione ha poi risposto solo l’11 aprile, a ridosso degli articoli di stampa pubblicati a riguardo e sono giunte dure repliche a mezzo social “nel momento in cui “Quattroterzi” ha segnalato, tramite facebook, ciò che era successo al 57° giorno da quando era stata protocollata la richiesta”.

Stefano Cacciaguerra, direttore artistico di Shortini, ha poi aggiunto dettagli in merito al lavoro svolto dai promotori, nell’attesa di una risposta, per organizzare l’edizione che sarebbe dovuta essere quella del decennale, ricordando pure la ferma volontà di restare ad Augusta nonostante alcune proposte ricevute da altri Comuni.

Ricordando i due mesi intercorsi tra la richiesta di patrocinio e il cosiddetto tavolo tecnico di venerdì scorso, ha spiegato perché sarebbe stato convocato fuori tempo massimo: “Avendo perso due accordi commerciali e artistici con Malta e Turchia, considerando la probabile perdita del bando europeo e regionale, avevamo deciso che non c’erano più le condizioni e i tempi giusti per realizzare Shortini”.

Ancora, ha chiarito le ragioni per cui si sono rifiutati di sedersi al famigerato tavolo tecnico: “A questo tavolo tecnico, così come ci era stato comunicato, si sarebbero dovuti sedere il Sindaco, l’Assessore alla Cultura, l’Assessore ai Lavori pubblici, un rappresentante dell’Ufficio tecnico, un rappresentante dell’Urbanistica, un rappresentante dei Vigili urbani e un rappresentante dell’associazione “Quattroterzi”; invece ci siamo trovati davanti l’Assessore alla cultura, un dirigente dell’ufficio Urbanistica e un rappresentante dell’ufficio dello stesso Assessore alla Cultura”.

Luca Sanseverino, anch’egli direttore artistico di Shortini, autore della citazione menzionata in apertura d’articolo, ha inteso rielaborare la metafora: “L’equipaggio dei “Quattroterzi” è preparato e allenato per fare la decima edizione, ma oggi urla: Augusta, abbiamo un problema! Non riusciamo ad arrivare alla Luna: Shortini”. Sanseverino ha reso noto che l’associazione, che si era già affidata a un legale per un sollecito formale datato 7 aprile, intende adire le vie legali per denunciare non solo la mancate risposte summenzionate da parte dell’Amministrazione nei termini dei trenta giorni previsti dalla normativa di riferimento ma anche per il mancato riscontro alla stessa istanza di sollecito.

A margine della conferenza stampa, un susseguirsi di interventi solidali di referenti di associazioni del territorio, consiglieri comunali dell’opposizione, cittadini, a seguito dei quali si è ulteriormente chiarito che non ci sono più i margini per ricucire, poiché “non ci si può sedere a un tavolo se non c’è rispetto reciproco“, ha sentenziato Cacciaguerra. E la nota di cronaca della totale assenza in sala di esponenti della maggioranza avallerebbe tale tesi. Più realistica sembra invece l’ipotesi di realizzare un surrogato di Shortini film festival, ovvero una piccola rassegna cinematografica da definire e confermare.


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