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Augusta, da Naxoslegge-Archeoclub idee per recuperare Saline e Hangar. Venerdì secondo evento con l’assessore Messina

AUGUSTA – Si è svolto lo scorso 10 settembre sulla terrazza del Club Levante il primo dei due incontri organizzati in collaborazione tra Naxoslegge e Archeoclub d’Italia sede di Augusta nell’ambito della decima edizione di Naxoslegge, festival itinerante della narrazione, della cultura e del libro, quest’anno nel calendario dei “Grandi eventi” della Regione siciliana.

Le due tappe augustane sono dedicate rispettivamente a “La memoria del sale” e a “La memoria dell’acciaio”, in riferimento alle ex saline di Augusta e all’hangar per dirigibili. Così i riflettori sono già puntati su venerdì 25 settembre, quando alle ore 18,30 sempre nel locale sul lungomare Rossini-Granatello, per l’evento dedicato all’Hangar è atteso anche l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Manlio Messina. Tra i relatori il presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, Rosario Santanastasio; l’avvocato Antonello Forestiere, direttore del Museo della Piazzaforte di Augusta; il tenente colonnello Francesco De Astis, attuale comandante dell’Hangar di Pantelleria; Lorenzo Daniele, regista e autore del premiato docufilm “La casa dei dirigibili – l’Hangar di Augusta tra passato e presente”.

Come sempre, tema portante del festival è la Storia raccontata da diverse angolazioni e prospettive, raccontata cioè da parte di chi vince ma anche dei vinti. Da qui “Vae victis – Guai ai vinti”, il titolo dell’edizione in doppia cifra del festival concepito a Giardini Naxos dalla docente Fulvia Toscano. “Nasce così l’idea di dare voce alla storia di due “grandi vinti”, ma allo stesso tempo “invincibili”, della nostra città: le saline e l’hangar”, spiega Mariada Pansera, presidente della locale sede di Archeoclub.

Tornando al primo incontro dal titolo “La memoria del sale”, che lo scorso 10 settembre ha registrato una folta partecipazione di pubblico nel rispetto delle misure anti-Covid (vedi foto di copertina), protagoniste sono state appunto le ex saline augustane raccontate da esperti, da un punto di vista storico-archeologico e naturalistico e gestionale.

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Jessica Di Venuta, presidente della sezione cittadina di “Italia nostra“, ha parlato del grande valore storico e naturalistico delle saline di Augusta ricordando che con decreto ministeriale del 7 dicembre 2017 sono già state individuate quali Zone speciali di conservazione (Zsc) dal ministero dell’Ambiente. Ha ribadito che l’associazione ha chiesto, un anno dopo, all’assessorato regionale ai Beni culturali e alla Soprintendenza di Siracusa di dichiarare le Saline del Mulinello “sito di notevole interesse pubblico” denominato “Ambito storico delle saline del Mulinello”, procedimento che sarebbe attualmente in corso. “Salvaguardare le antiche saline di Augusta – ha detto Di Venuta – significa riprendere contatto con l’eredità del nostro passato perché una società che non tiene conto del suo passato non potrà avere un futuro”.

Relatore successivo, l’ingegnere Salvo Cartarrasa, coordinatore ambientale del gruppo di lavoro per il “Progetto di riqualificazione ecologica delle Saline di Augusta” ha illustrato le finalità e gli obiettivi dell’intervento, evidenziando le sue strette relazioni con le numerose emergenze ambientali e culturali del territorio augustano e spiegando come le azioni di progetto siano raggruppate in due macro categorie: interventi di tutela e riqualificazione; interventi di valorizzazione dei luoghi. Tra gli interventi di valorizzazione Cartarrasa ha citato la “Greenway delle Saline”, un percorso ciclopedonale attrezzato di collegamento tra le Saline Regina, le Saline Migneco-Lavaggi e il Museo del Sale, una struttura della memoria che oltre ad ospitare una piccola salina didattica mira a diventare un centro testimoniale e didattico per tutte le Saline siciliane.

Poi l’augustano Domenico Catalano, biologo marino e direttore della Riserva naturale e integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”, ha delineato le caratteristiche bio-etologiche delle saline Regina e Migneco-Lavaggi. Partendo dall’importante ruolo svolto dalla Posidonia, pianta marina presente nei fondali del golfo Xifonio, ha illustrato il funzionamento dei canali di scambio con il mare, così importanti per la gestione dei livelli d’acqua dei pantani, tant’è che la loro otturazione genera eutrofizzazione negli invasi e quindi periodiche morie di pesci. Ha quindi presentato i principali organismi vegetali e animali presenti nelle Saline, con particolare riferimento all’avifauna e ai bellissimi fenicotteri rosa. Il biologo augustano ha infine parlato del Sic/Zps Saline di Augusta, sito protetto e inserito nella rete europea Natura 2000 e ha presentato il Piano di gestione della Saline, vero e proprio “piano regolatore” dell’area. Catalano ha, in conclusione del suo intervento, auspicato una pronta istituzione della Riserva naturale orientata “Saline di Augusta”, come proposto dall’associazione “Italia nostra”.

A seguire, il siracusano Marco Mastriani, guida naturalistica ed esperto di ecoturismo e aree protette nonché consigliere regionale dell’Ente fauna Sicilia, ha spiegato come l’importanza della produzione del sale in Sicilia, dalla Rno “Isole dello Stagnone di Marsala” alla Rno “Fiume Ciane e Saline di Siracusa” o le stesse Saline di Augusta, rappresenti il recupero di una memoria che ancora oggi può avere un forte valore socio-economico e una importanza ambientale, in quanto zone umide costiere indispensabili per la migrazione dell’avifauna.

L’esperienza del museo di arte contemporanea “Sottosale” è stata illustrata dal suo responsabile comunicazione Ivan Trovato, che ha rapidamente tracciato le tappe di crescita dello spazio espositivo realizzato dalle associazioni “Sottosale” di Petralia Soprana ed “Arte e memoria del territorio” di Milano all’interno della miniera Italkali di Raffo (Petralia Soprana, Palermo), dove sono esposte circa 30 opere frutto di 5 biennali internazionali. Opere che tracciano una geologia dell’arte e della natura, all’interno di un museo unico al mondo che dimostra come anche uno spazio di lavoro industriale può trasformarsi, grazie all’impegno di alcuni stessi operai, in un luogo di produzione di cultura.

L’incontro è stato impreziosito dall’intervento di Piero Castro, socio della locale sede di Archeoclub d’Italia e cultore di storia patria che, con un efficace excursus storico, ha riferito di un bando del 1593 attraverso il quale, con un canone annuale di 40 onze, vi fu l’assegnazione della gabella della salina del Pantano per 5 anni a Francesco Sottospino. È stato, inoltre, possibile ammirare foto storiche del fotografo Pietro Quartarone gentilmente concesse dalla famiglia, raccontate e spiegate dal figlio Enzo e dalla docente Ornella Spina, vicepresidente del locale Archeoclub. Presente tra il pubblico anche il maestro-restauratore Gaspare Lanteri, che ha esposto un’opera in bassorilievo realizzata su rame e rivestita con foglietto d’argento raffigurante il vecchio mulino della salina del pantano.


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