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Augusta, sversamento di gasolio in rada, Legambiente: “Delocalizzare deposito Maxcom è priorità”

AUGUSTA – “Ciò che è accaduto al pontile Maxcom deve perciò essere indagato ed analizzato approfonditamente per accertare cause e responsabilità di un incidente che ha provocato danni ambientali le cui dimensioni sono ancora da verificare“. Così in conclusione la nota pervenuta alla stampa dalla sezione locale dell’associazione Legambiente, che annuncia: “Alla luce di quanto avvenuto, nel ribadire che la delocalizzazione del deposito Maxcom è un obiettivo prioritario per restituire sicurezza e salute agli abitanti di Augusta, Legambiente dichiara sin d’ora che si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario eventualmente avviato nei confronti dei responsabili e chiede al Ministero dell’Ambiente e al Sindaco di Augusta di fare altrettanto e reclamare il risarcimento dei danni ambientali“.

Questa l’ulteriore presa di posizione dell’ambientalismo locale, con l’associazione storicamente guidata da Enzo Parisi, in merito allo sversamento di gasolio in mare avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio durante le operazioni di discarica da una motocisterna al pontile della società terminalista industriale, proprietaria dello storico deposito costiero alla Borgata. Un incidente che ha reso necessari importanti interventi di contenimento e disinquinamento nel porto Megarese e che ha portato la Capitaneria di porto di Augusta, dopo gli accertamenti del caso, al sequestro penale dell’attrezzatura utilizzata durante le attività di discarica dalla motocisterna e alla denuncia dei presunti responsabili.

Per quanto il personale di bordo e di terra dopo la rottura della manichetta possa essere intervenuto con prontezza per fermare le operazioni di discarica – commenta Legambiente Augusta – è intuibile che un ragguardevole quantitativo di gasolio è stato sversato in mare e lo comproverebbero sia il fatto che la popolazione di Augusta – specie quella residente in prossimità della zona – ha avvertito intensi miasmi e lamentato molestie olfattive, sia la presenza di ampie chiazze di idrocarburo sparse,  oltre che in zona pontile Maxcom, in diversi ambiti del porto e anche all’interno della foce del fiume Mulinello“.

La rottura di una manichetta flessibile per la movimentazione di prodotti chimici e petroliferi – sottolinea l’associazione ambientalista – è un evento grave per i rischi che esso comporta per gli addetti e per il danno ambientale che produce. Proprio per questo le norme internazionali prevedono che le manichette siano certificate e sottoposte periodicamente a controlli da parte degli enti competenti per evitare che usura, lesioni occulte, accidentali traumi inavvertiti, errato impiego, sovrappressioni, ecc. ne possano determinare la rottura e la fuoriuscita di prodotti pericolosi e inquinanti“.

Com’è noto Legambiente – si ricorda nella nota – chiede da decenni la delocalizzazione dei serbatoi in altra area portuale ma, nonostante la richiesta fosse stata accolta e lo spostamento inserito sin dal 1995 nelle azioni del Piano di risanamento ambientale, il deposito è finora rimasto nel perimetro urbano e anzi l’azienda nel 2020 ha presentato istanza per un ulteriore allungamento del pontile“.

(Nella foto di repertorio in copertina: pontile Maxcom)


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